14 Gennaio 2026 – Medical Humanities, Arte, Narrazioni, PsichiatriaTempo di lettura: 20 minuti
14 Gennaio 2026
Medical Humanities, Arte, Narrazioni, Psichiatria
Tempo di lettura: 20 minuti
Le vacanze natalizie, per chi le ha trascorse a casa, lasciano sulle spalle tanti ricordi. Banchetti luculliani, la compagnia dei propri amici e cari, le nottate passate a giocare a tombola o a guardare le stelle. Qualcuno, magari, avrà anche acceso il caminetto e trovato il proprio “momento”. Quello di relax più personale in cui avete potuto dedicarvi totalmente a voi stessi/e. Forse avrete anche fatto qualche buona lettura dallo scaffale dei “li compro perché li leggerò, un giorno”.
Si può dire che qui, nella redazione di Medici d’autore, questo programma è stato seguito alla lettera. E per risvegliare la mente letargica e gli intestini assopiti, non posso che pensare a una bella storia avvincente, di quelle che ti tengono incollato alle pagine.
Come detto, dal mio di scaffale mi son concesso di scovare qualche titolo appetitoso. Cosa ha attirato la mia attenzione stavolta? Beh, una caccia all’orsa.
Caccia all’orsa è un thriller pubblicato dal medico microbiologo Giuseppe De Renzi nel 2021. Nella produzione letteraria di Giuseppe De Renzi, medico microbiologo dall’intensa attività creativa, si distinguono numerosi romanzi e raccolte di poesie che testimoniano la sua duplice attitudine di clinico e narratore. Tra i romanzi troviamo Una voce dal passato (Leone, 2016), Il venditore di fiori (Leone, 2018), Il lascito (Leone, 2020) e Caccia all’orsa (Leone, 2021), quest’ultimo oggetto di questa recensione.
A questi si aggiunge Anima altrui (Argonauta, 2023), un intrigante romanzo che indaga destino e percezione dell’essere, e il più recente Un esilio brevissimo (Ali Ribelli Edizioni, 2025), un’opera di intensa introspezione sulla solitudine e la rinascita. Sul versante della poesia, De Renzi ha pubblicato Roveto ardente. Poesie sperimentali (Controluna, 2023), una raccolta che attraversa amore, passione ed esistenza con voce profonda, e Punto di vista. Un anno di poesie: 27 giugno 2023–25 giugno 2024 (ilmiolibro self-publishing, 2024), che offre versi narrativi dal punto di vista esistenziale di un angelo caduto. E ancora, Corolla senza ali (2025) e Guado (2025), due nuove raccolte poetiche che proseguono la riflessione lirica dell’autore.
Giuseppe De Renzi non è soltanto uno scrittore prolifico e creativo: è prima di tutto un medico microbiologo di formazione e professione. Originario del Sud Pontino, vive e lavora a Torino dal 1994 dove ha sviluppato la sua carriera clinica e accademica. La sua attività scientifica non si limita alla narrativa: De Renzi ha all’attivo collaborazioni e pubblicazioni anche nel campo della microbiologia clinica, contribuendo a ricerche importanti nell’ambito delle infezioni batteriche e della resistenza antimicrobica. Possiamo ben dirlo: un perfetto campione di medico umanista. Una doppia identità particolarmente prolifica e fortunata, a giudicare dalla quantità considerevole di pubblicazioni del nostro scrittore.
Come dicevo, cercavo qualcosa di stimolante. E vi dirò, l’ho proprio trovato.
Caccia all’orsa è un thriller pieno di suspense e colpi di scena, da tenere il fiato sospeso. Ma non finisce qui. È un romanzo che trasporta, a tratti, in una vera e propria nuova dimensione temporale.
Ci troviamo in un piccolo borgo nella provincia di Latina, in Lazio. Una baia misteriosa, un tempo antico porto, diviene luogo centrale per la sparizione di una donna, Frankie, artista virtuosa e madre dei due protagonisti:
«No, ti sbagli, era solo molto fragile e sono convinto che sia venuta qui per cercare qualcosa di preciso…»
Luca si guardò attorno. «Si, ma cosa? Non c’è assolutamente nulla, quassù!»
«Il nulla cela il tutto, Luca. Lo sai, che nostra madre è una sensitiva, no?»
Chiusi gli occhi per sentire meglio le raffiche di vento sulla faccia.
Mio fratello mi fissò.
«Sei proprio come lei» si lagnò, sconsolato.
«Sta’ zitto, per una volta, e contempla questa meraviglia» gli suggerì per farlo tacere.
Da lì, in effetti, si vedeva un lungo tratto di costa che abbracciava il mare a perdita d’occhio. Mi resi conto così che la piccola insenatura su cui ci trovavamo faceva parte di una baia più ampia, delimitata alla nostra destra dal possente profilo del promontorio di Gaeta, della forma più o meno di un capodoglio, dove in lontananza cominciava a tramontare il sole.
L’intero golfo sembrava lì da sempre, esattamente così come lo vedevamo in quel momento Luca e io, quasi gli elementi della natura, non appena finita la loro opera, l’avessero consegnata al tempo nella sua versione definitiva.
Immaginai come doveva essere questo luogo una volta, non ancora invaso dagli uomini. Il largo arenile di sabbia color senape che si estendeva sotto di noi alla nostra sinistra, una volta vergine, doveva essere cosparso di dune e piccola vegetazione resistente alla salsedine e alle maree. La prateria di posidonia oceanica doveva dare un effetto verde intenso all’acqua.
Le montagne azzurre alle spalle della baia la proteggevano dai venti provenienti dai Balcani e le onde bianche del mare arrivavano a riva lentamente, facendo risalire fino a noi una specie di eco altalenante, la quale si confondeva con il grido dei gabbiani che volteggiavano alti. Sembrava un luogo pronto all’approdo di una dea.
La vicenda ruota, infatti, attorno alla famiglia Bertaro, apparentemente normale ma segnata da tensioni profonde e verità scomode. La madre Franca – detta Frankie – vive isolata nel borgo di Trivio vicino Formia, dedicandosi all’arte e a pensieri eccentrici. I suoi figli gemelli, Filippo e Luca, non riescono da tempo a comprendersi: per Luca, la madre è caduta preda di squilibri mentali; per Filippo, invece, è un genio incompreso. Quando Frankie viene ricoverata in psichiatria dopo una crisi violenta e poi sparisce senza lasciar traccia, tutto precipita.
Quello che segue è un intreccio che unisce psicologia, mistero e fantascienza: gli interessi ossessivi di Frankie per un’antica civiltà extraterrestre, per una guerra imminente e per poteri paranormali sospingono i fratelli in una caccia disperata tra realtà e immaginazione.
A chi vedrà in futuro questo luogo, la presenza del porto parrà forse perfino naturale. Una realtà inconfutabile. E l’ingiustizia insita nell’idea di dominio umano. L’uomo si prende la briga di trasformare le cose, senza tener conto che il risultato cancella di colpo tutto il senso dell’eterno.
«Perché diamine mi hai fatto venire di nuovo quassù» mi chiese Luca a bruciapelo.
Sto cercando di capire cosa ne è stato di nostra madre…
«Tu non hai idea di dove possa essere?» ribattei, guardingo.
Mio fratello alzò le spalle.
«Cosa vuoi che ne sappia?» si rivoltò, scontroso.
«lo ho come la sensazione che le abbiano messo una camicia di forza per impedirle di liberare il suo genio…»
«Non era genio il suo. Nella sua mente abitavano delle pure allucinazioni.»
«E per questo merita di essere scaraventata per sempre nel pozzo dell’oblio?»
«Abbiamo tentato di salvarla da sé stessa, Feel.»
«Non te ne faccio una colpa, Luca…»
«No, ma me lo rinfacci ogni volta».
Ma fondamentalmente, perché leggere questo romanzo? Perché è un buon thriller. O meglio, non solo. Leggendo, ci si accorge sempre più della consapevolezza sapiente del suo autore. Un medico, lo sappiamo.
Caccia all’orsa è una testimonianza che esplora temi legati alla percezione della salute mentale, alle dinamiche familiari e all’interpretazione della realtà: il confine tra delirio e intuizione, follia e saggezza, scienza e mito.
Al di là della trama avvincente – che riesce davvero a consumare il lettore pagina dopo pagina – Caccia all’orsa approda a una riflessione intima sulla mente e la malattia. De Renzi, come medico, non evita di trattare diagnosi ambigue, confusione percettiva e stato psicologico alterato. Questi aspetti emergono nella vicenda con un equilibrio narrativo che non scade nel sensazionalismo, ma porta il lettore ad interrogarsi sul senso della normalità e sui confini della coscienza.
Vi lascio un ultimo passo, che, vi confesso, mi ha scosso non poco:
«Cosa speri di trovare, ancora?» mi chiese mio fratello.
Viaggiavamo in auto nella piana tra Itri e Fondi. Ci eravamo lasciati alle spalle i tortuosi tornanti che occhieggiavano il vero percorso dell’antica via Appia, che, com’era avvenuto per Formia, era solo poco discosto dal nuovo. La domanda mi colse di sorpresa.»
«Pensavo a quello che mi ha detto una volta il dottor Raffeli…» risposi, evasivo.
«E cioè?»
«Che la normalità è figurativa mentre la follia è astratta» sintetizzai.
«Ha detto cosi?» chiese Luca, apparentemente annoiato.
«Più o meno ha detto cosi» confermai.
Mio fratello gettò un lungo sguardo fuori dal finestrino, passando in rassegna i pochi ruderi ancora visibili lungo l’acciottolato dell’arteria romana, che si intravedeva a tratti tra gli ulivi alla nostra sinistra. «O penso invece che abbia più ragione la nostra amica Aurora: la follia è un percorso alternativo, un doppione, un tracciato della mente più arcaico e perduto nel tempo, che scorre pochi metri al di là di quello che percorrono tutti gli altri».
Potrei commentare il topos eziologico, presente nell’intreccio di dialoghi tra i due personaggi principali di questo straordinario romanzo. Una profonda riflessione sul senso di identità e responsabilità. Le dinamiche tra i due fratelli – uno che interpreta i sintomi come patologia, l’altro come genio – sembrano rispecchiare dibattiti contemporanei in psichiatria e neuroscienze sulla diagnosi, l’autonomia e la relazione medico-paziente. Ma non è sufficiente come analisi.
Medici d’autore promuove da sempre l’idea che la Medicina non sia solo Scienza, ma anche narrazione e comprensione umana. In questo senso, Caccia all’orsa di Giuseppe De Renzi rappresenta un interessante punto di incontro tra la competenza scientifica di chi cura e la sensibilità narrativa di chi racconta.
Non si tratta semplicemente di un thriller: è un viaggio nelle pieghe della mente, nella tensione tra certezza e dubbio, nella complessità dell’essere umano – vista da uno che, nella vita reale, vede il mondo anche con gli occhi di un medico.
E se sei alla ricerca di un libro che stimoli mente e cuore – almeno quanto un caminetto acceso nelle notti d’inverno – questo titolo merita certamente un posto nella tua libreria. Lo scaffale, lo scegli tu.
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