La Commissione di Etica Clinica dell’Ente Ospedaliero Cantonale (COMEC)

Origine, evoluzione e prospettive future

Il 24 novembre 2004, presso l’Università della Svizzera Italiana, si teneva il primo pomeriggio formativo della Commissione di Etica Clinica dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC).

Così Carlo Maggini, Direttore generale dell’EOC, motivava le ragioni della sua istituzione, avvenuta un anno prima: «attraverso questa Commissione l’EOC intende concretamente sostenere e sviluppare una cultura dell’assistenza sanitaria che non sia soltanto di qualità dal profilo dei servizi e delle strutture offerte ma che integri anche, a pari dignità, la dimensione etica nel processo di cura del paziente, in un’ottica di promozione dei suoi diritti e di protezione contro eventuali abusi della medicina». Egli si dichiarava inoltre convinto che la Commissione avrebbe contribuito a garantire al pubblico la trasparenza delle scelte sanitarie operate all’interno dell’EOC, aiutando, in questo modo, a rafforzare il rapporto di fiducia e alleanza tra curante e paziente.

Già all’atto della sua istituzione, alla Commissione venivano riconosciute le seguenti competenze:

– elaborare pareri volti a favorire soluzioni di ordine etico su esplicita richiesta e in riferimento a situazioni specifiche;

– elaborare, autonomamente o su richiesta, pareri e proposte di soluzioni in merito a tematiche che assumono rilevanza etica o morale a livello istituzionale;

– supportare e assistere le équipes curanti che ne fanno richiesta nel processo di decisione in ambito etico;

– suggerire, autonomamente o su richiesta della Direzione generale o di singoli Sevizi/Istituti dell’EOC, pareri o raccomandazioni generali, di ordine etico, concernenti la gestione di situazioni che possono verificarsi nella pratica clinica ospedaliera;

– assicurare la formazione in etica clinica del personale ospedaliero;

– sostenere la ricerca in bioetica, con particolare riguardo per il settore dell’etica clinica;

– diffondere nella popolazione la cultura dell’etica clinica.

La sua composizione rispecchia le raccomandazioni dell’Accademia Svizzera delle Scienze Mediche (ASSM) ed è volta a garantire la rappresentanza dei diversi gruppi professionali e la pluralità di competenze necessarie ad affrontare situazioni e tematiche sempre più composite e specialistiche.

Nel 2013, in occasione del Simposio per i 10 anni dalla sua costituzione, veniva presentato un bilancio delle attività svolte dalla Commissione. Esse comprendevano: percorsi di etica clinica (7), simposi e pomeriggi di approfondimento (14), eventi monotematici e formazioni specifiche nel campo medico e infermieristico e i pareri emanati su situazioni cliniche concrete in caso di conflitti di natura etica (24). Nel corso degli anni, pur essendo rimasti inalterati gli ambiti di competenza, le diverse attività sono mutate nelle modalità e nella frequenza di erogazione, a segnalare un progressivo aumento del coinvolgimento della Commissione nei diversi settori della pratica clinica.

Se, come riportato sopra, il numero di casi analizzati nei primi 10 anni di attività ammontava a 24, nel solo 2025 sono stati 13 i pareri su casi specifici forniti dalla Commissione.

Questo incremento è legato anche all’adattamento delle modalità di analisi e discussione dei casi che nel corso del tempo si sono modificate per venire incontro all’esigenza – sempre crescente – di ottenere un parere in tempi rapidi. Ad oggi, la richiesta di consulenza, prevede che i curanti possano contattare la Commissione via mail o per telefono 7 giorni su 7. Dopo che il presidente ha valutato la pertinenza del caso, in meno di 24 ore viene organizzato un incontro via zoom fra almeno 3 membri della Commissione e il personale curante. Al termine dell’incontro i membri della Commissione esprimono un parere che viene poi trasmesso per iscritto ai richiedenti nelle ore successive e, quando necessario, viene programmato un secondo incontro. A questo proposito, occorre qui ricordare che i pareri forniti dalla Commissione hanno valore consultivo, vale a dire che essi non sono vincolanti per il personale curante che detiene la responsabilità ultima delle scelte e delle decisioni coinvolte nella presa a carico del paziente.

Anche l’offerta formativa, concepita con l’obiettivo di fornire una base solida per la comprensione e l’applicazione dei princìpi etici nella pratica medica e assistenziale, ha subìto un notevole impulso mediante l’erogazione di corsi e l’organizzazione di giornate formative accolte con favore ed entusiasmo dai curanti. L’obiettivo è quello di fornire al personale ospedaliero gli strumenti concettuali, le conoscenze pratiche e le competenze necessarie ad affrontare le complesse decisioni etiche che possono emergere nel contesto clinico contribuendo a formare curanti che non sono solo professionisti altamente competenti dal punto di vista tecnico, ma anche professionisti eticamente consapevoli.

La convinzione, infatti, è che una solida base in etica clinica non solo migliori la qualità dell’assistenza fornita ai pazienti, ma contribuisca anche a costruire una cultura ospedaliera improntata alla compassione, alla responsabilità e all’integrità.

Le tematiche affrontate nelle ultime edizioni rispecchiano l’evoluzione e la crescente complessità delle situazioni clinico assistenziali. L’invecchiamento della popolazione, la frequente necessità di anticipare le possibili evoluzioni dei percorsi di malattia e di prendere decisioni che riguardano pazienti incapaci di discernimento, l’avvento dell’intelligenza artificiale, la crescente importanza attribuita alla protezione dei dati, alla privacy e alla riservatezza, sono tutti fattori che hanno concorso a orientare e aggiornare i programmi di formazione. Parallelamente alla formazione per il personale ospedaliero, prosegue l’organizzazione di simposi ed eventi aperti al pubblico con lo scopo di informare e sensibilizzare la cittadinanza rispetto a temi di attualità come, a titolo di esempio, la pianificazione anticipata delle cure e le problematiche etiche sollevate dall’utilizzo e dagli sviluppi delle applicazioni dell’intelligenza artificiale nella pratica clinica.

Infine, soprattutto negli ultimi anni, la ricerca nell’ambito dell’etica clinica è stata promossa e sviluppata attraverso studi e pubblicazioni scientifiche, così come il rafforzamento degli scambi e la collaborazione con enti e istituzioni presenti sul territorio e con le commissioni di etica attive a livello nazionale. L’auspicio per il futuro della nostra Commissione è tutto racchiuso nella definizione originaria di Mark Siegler dell’etica clinica:

fare in modo che essa non sia una teoria astratta, ma una realtà viva “al letto del paziente”.

È lì, nel dialogo quotidiano e nella tutela della persona, che la nostra Commissione continuerà a cercare e a trovare la sua strada.

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Una risposta a “La Commissione di Etica Clinica dell’Ente Ospedaliero Cantonale (COMEC)”

  1. GIANANGELO PALO

    Il superamento della enfatizzazioni della dimensione teorica, pur importante, conduce a una dimensione etica molto concreta, che aiuta salvare vite, o a valorizzarle. Ho riflettuto molto su questo, anche con contributi sulla vostra rivista. La proposta di affrontare la etica come Ethos molto concreto, come etica, più riflessiva , per arrivare a una riflessione metaetica, va in questa direzione.

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Un pensiero su “La Commissione di Etica Clinica dell’Ente Ospedaliero Cantonale (COMEC)

  1. GIANANGELO PALO dice:

    Il superamento della enfatizzazioni della dimensione teorica, pur importante, conduce a una dimensione etica molto concreta, che aiuta salvare vite, o a valorizzarle. Ho riflettuto molto su questo, anche con contributi sulla vostra rivista. La proposta di affrontare la etica come Ethos molto concreto, come etica, più riflessiva , per arrivare a una riflessione metaetica, va in questa direzione.

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