La rappresentazione della diversità nei materiali scolastici
Gli atteggiamenti dei docenti della scuola elementare ticinese
Note del Coordinatore
Nel numero di novembre della rubrica Voci dal Centro di Ricerca, Gianluca Alli, ricercatore del Centro di ricerca in Medical Humanities (CRMH) della Fondazione Sasso Corbaro, presenta una panoramica del suo lavoro passato e delle nuove linee di ricerca che sta sviluppando presso il Centro. La sua attività si colloca nell’ambito “Educazione e inclusione: etiche della differenza nell’era digitale”, con l’obiettivo di comprendere come strumenti educativi inclusivi possano favorire non solo lo sviluppo di competenze disciplinari, ma anche una più profonda consapevolezza e valorizzazione della diversità tra i bambini della scuola elementare.
Il progetto di Gianluca Alli riflette la visione del CRMH come laboratorio etico concepito per attraversare la complessità del presente e promuovere una riflessione continua sui temi della cura, della fragilità e della vulnerabilità, traducendo questi valori nella pratica quotidiana e favorendo infine un dialogo transdisciplinare tra ricerca, etica e società.
Danilo Serra, Coordinatore Centro di ricerca in Medical Humanities della Fondazione Sasso Corbaro
20 Novembre 2025 – Voci dal Centro di Ricerca, Educazione, RicercaTempo di lettura: 13 minuti
20 Novembre 2025
Voci dal Centro di Ricerca, Educazione, Ricerca
Tempo di lettura: 13 minuti
Per alleggerire la lettura del testo, si è scelto di servirsi della forma maschile sottintendendo, se non diversamente precisato, anche quella femminile.
I
Negli ultimi decenni si è cercato di approfondire il significato del principio di una scuola inclusiva per tutti, nella quale ogni bambino ha il diritto di accedere a un’educazione capace di favorire lo sviluppo della propria personalità (Ostinelli, 2014). Per la realizzazione di questo modello è fondamentale che i professionisti accompagnino i bambini, fin dai primi anni di scolarità, a conoscere, accogliere e valorizzare la diversità. Numerose ricerche (Melero, 2012; Fiorucci, 2014; Filosofi, Pasqualotto & Venuti, 2022) hanno dimostrato che l’atteggiamento del docente, le strategie didattiche e i materiali scolastici rappresentano un tassello imprescindibile per la costruzione di un modello realmente inclusivo.
Tuttavia,
la disabilità risulta ancora poco rappresentata nei libri di testo e nei materiali didattici
utilizzati in Europa (Martinez, 2013; Hodkinson, 2012; Jensen, Herrebrøden & Andreassen, 2021) e nel resto del mondo (Cheng & Beigi, 2011; Abu-Hamour, Al-Hmouz & Aljarrah, 2019). Quando è presente, essa viene spesso considerata attraverso una terminologia di tipo medico (Goldstein, Siegel & Seaman, 2009) e non secondo una prospettiva di tipo bio-psico-sociale (Mengoni, 2021).
II
Nell’ambito di un lavoro di master (Alli, 2023) condotto presso il Dipartimento Formazione e Apprendimento della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, è stato indagato l’atteggiamento dei docenti di scuola elementare operativi nel Canton Ticino rispetto alla rappresentazione della disabilità nei libri di testo e nei materiali didattici, nonché la loro disponibilità a utilizzare, in futuro, materiali scolastici a sfondo inclusivo. Con quest’ultimo termine si intende che la diversità non costituisce l’oggetto principale dell’insegnamento, ma viene proposta indirettamente attraverso rappresentazioni grafiche e testuali inserite nei materiali e nei giochi didattici, finalizzati all’acquisizione dei saperi e allo sviluppo delle competenze disciplinari.
Per raggiungere questo obiettivo è stato adottato un disegno di ricerca misto, che combina approcci quantitativi e qualitativi. In particolare, è stato somministrato un questionario strutturato a oltre cento docenti di scuola elementare attivi nel territorio ticinese. Lo scopo del questionario era quello di raccogliere dati quantitativi sulle loro opinioni riguardo ai libri di testo, alla rappresentazione della disabilità nei materiali scolastici e agli atteggiamenti dei colleghi e dei genitori. Successivamente, tramite la partecipazione di nove docenti a un focus group, sono stati raccolti dati qualitativi relativi ai loro atteggiamenti nei confronti dei materiali scolastici a sfondo inclusivo. L’obiettivo del focus group era quello di approfondire le tre macro-tematiche emerse dall’analisi del questionario: i libri di testo e i materiali scolastici, le modalità di rappresentazione della disabilità e di altre realtà sociali e l’introduzione di percorsi formativi di approfondimento a supporto dei docenti.
Nel complesso, gli insegnanti hanno dimostrato atteggiamenti positivi nei confronti dell’implementazione di materiali scolastici a sfondo inclusivo, esprimendo un generale favore rispetto all’eventuale utilizzo di tali strumenti nelle proprie classi. Dall’analisi dei risultati del questionario sono anche emerse differenze significative legate ad alcune variabili demografiche, quali genere, età, anni di insegnamento, luogo di lavoro, ruolo professionale ed esperienze di co-insegnamento.
Nonostante il quadro complessivamente positivo, i docenti hanno evidenziato due aspetti sui quali ritengono necessario porre particolare attenzione: la distinzione tra utilizzo e creazione di materiali didattici a sfondo inclusivo e l’importanza di introdurre percorsi di formazione che li supportino nell’uso efficace di tali materiali. Molti insegnanti, in particolare quelli titolari, hanno infatti dichiarato di sentirsi poco preparati e competenti nella rappresentazione adeguata e rispettosa della disabilità e delle altre realtà sociali. Le difficoltà riscontrate, emerse in modo particolare durante il secondo focus group dedicato proprio alla creazione dei materiali, hanno più volte condotto alla proposta di affidare questo compito a professionisti esperti del settore.
Dalle riflessioni emerse è apparso inoltre evidente come una parte del corpo docente mantenga ancora una concezione della didattica fortemente centrata sui contenuti disciplinari, con una conseguente sottovalutazione dell’importanza delle competenze trasversali e, più in generale, delle competenze socio-emotive. L’adozione di materiali didattici inclusivi può infatti suscitare domande spontanee da parte degli allievi o la necessità di approfondire specifiche tematiche legate alla disabilità o ad altre realtà sociali. Per questo motivo, i docenti hanno più volte sottolineato la necessità di ricevere una formazione adeguata sulle modalità di utilizzo di materiali didattici a sfondo inclusivo.
III
Sulla base dei risultati emersi dal questionario e dei contenuti discussi all’interno del focus group, è stato deciso di ideare, progettare e realizzare materiali scolastici a sfondo inclusivo coerenti con le esigenze espresse dai docenti. Nel 2023 è nato così il team LAPIS (L’APprendimento Inclusivo a Scuola), composto da due docenti di scuola elementare e da un docente di scuola speciale, operativi nelle scuole del Canton Ticino.
Questo team si occupa dell’ideazione, della progettazione, della realizzazione e della pubblicazione di materiali didattici a sfondo inclusivo.
Attualmente sono state pubblicate tre scatole di giochi didattici: Fonopolpo (dedicata alla fonologia), Fonogranchio (dedicata alla fonografia) e Letturana (centrata sullo sviluppo delle abilità di lettura e comprensione).

Le scatole del Fonopolpo, del Fonogranchio e della Letturana sono a tutti gli effetti un materiale scolastico a sfondo inclusivo iconico e testuale. Pertanto, i giochi di fonologia, fonografia e lettura, pur essendo progettati e realizzati con l’obiettivo di sviluppare delle competenze disciplinari, contengono delle immagini e dei testi che hanno lo scopo di promuovere la diversità e mostrare ai bambini l’eterogeneità della realtà che li circonda. Tale modalità rappresentativa ha lo scopo di abituare gli allievi a una varietà di rappresentazioni del reale (di esseri umani, animali o oggetti) al fine di contrastare lo standard rappresentativo omologante.

Le immagini e i testi presenti nei giochi didattici vogliono abituare – percettivamente e indirettamente – i bambini a molteplici rappresentazioni del reale. Intendono inoltre tenere in considerazione la realtà che circonda i discenti, andando a rappresentarla nella maniera più variegata possibile. Negli esempi di alcune carte da gioco qui proposte, si evince come la realtà venga rappresentata attraverso dei soggetti di vario tipo che presentano differenti conformazioni.
IV
In futuro, partendo proprio dai materiali citati in precedenza, vi è l’intenzione di condurre una ricerca di tipo interpretativista volta a valutare l’impatto di questi giochi sull’apprendimento, nonché sulle percezioni e sulle esperienze dei docenti e degli allievi che li utilizzano. L’intenzione si è consolidata attraverso il confronto con il Centro di ricerca in Medical Humanities. Il dialogo, tuttora in corso, ha definito obiettivi, opportunità e linee di sviluppo, continuando a orientare l’evoluzione del progetto.
L’obiettivo principale è quello di indagare non solo se e in che misura tali materiali favoriscano l’acquisizione di competenze didattiche e disciplinari, ma anche se siano in grado di promuovere una più profonda sensibilità inclusiva nei bambini della scuola elementare, confermando empiricamente quanto finora sostenuto dalla teoria e dalla pratica educativa.
Attraverso un approccio prevalentemente induttivo e qualitativo, la ricerca si prefigge di comprendere in che modo i materiali scolastici a sfondo inclusivo vengano effettivamente integrati nel sistema scolastico, sia in Italia sia nella Svizzera italiana, e quali ricadute generino nei contesti reali di insegnamento e apprendimento. L’intento è di cogliere le dinamiche quotidiane che si instaurano in classe, le modalità con cui i docenti declinano le proposte didattiche, le reazioni e le riflessioni che tali materiali suscitano nei bambini.
L’idea di fondo è quella di coinvolgere un ampio numero di operatori scolastici appartenenti a diverse categorie professionali – docenti titolari, docenti di scuola speciale, insegnanti di sostegno pedagogico, educatori e formatori – che desiderino sperimentare con i propri allievi i giochi del Fonopolpo, del Fonogranchio e della Letturana. Questo approccio partecipativo permetterà non solo di raccogliere dati quantitativi e qualitativi sull’efficacia dei materiali, ma anche di costruire una rete di confronto e riflessione tra professionisti dell’educazione, orientata alla crescita collettiva e alla condivisione di buone pratiche.
La ricerca vorrebbe esplorare quattro temi in particolare:
- le percezioni di docenti e allievi rispetto alle rappresentazioni inclusive;
- la conduzione delle lezioni nelle quali vengono utilizzati i materiali a sfondo inclusivo;
- l’impatto che questi materiali hanno sull’apprendimento;
- i bisogni formativi dei docenti.
Approfondire queste dimensioni consentirebbe di ottenere una visione più completa dell’efficacia dei materiali e del loro potenziale trasformativo in termini di pratiche educative e culturali. L’intento non è soltanto misurare risultati numerici e legati alla didattica, ma comprendere processi di crescita personale e collettiva, valorizzando le esperienze e le voci di chi vive quotidianamente la scuola.
Come ricordava Maria Montessori: «Seminate nei bambini buone idee, perché anche se oggi non le comprendono, un giorno fioriranno». I bambini di oggi rappresentano la società di domani e i materiali didattici a sfondo inclusivo costituiscono uno dei tanti semi che, una volta germogliati, possono contribuire in modo sostanziale a costruire una società più accogliente, equa e consapevole della ricchezza della diversità.
Bibliografia
Abu-Hamour B., Al-Hmouz, H., & Azzam Aljarrah, A. (2019). The representation of people with disabilities in jordanian basic school textbooks. Educational Science, 46(2), 429-439.
Alli, G. (2023). La rappresentazione della disabilità nei materiali scolastici: gli atteggiamenti dei docenti della scuola elementare ticinese (Scuola Universitaria della Svizzera Italiana (SUPSI)).
Cheng, K.K.Y., & Beigi, A.B. (2011). Addressing students with disabilities in school textbooks. Disability & Society, 26(2), 239-242.
Filosofi, F., Pasqualotto, A., & Venuti, P. (2022). Representation of disability within the school textbook: primary school teachers’ attitudes. Open Journal per la formazione in rete, 22(1), 106-119.
Fiorucci, A. (2014). Gli Atteggiamenti degli insegnanti verso l’inclusione e la disabilità: uno sguardo internazionale. Italian Journal of Special Education for Inclusion, 2, 53-66.
Goldstein, S.B., Siegel, D., & Seaman, J. (2009). Limited access: The status of disability in introductory psychology textbooks. Teaching of Psychology, 37(1), 21-27.
Hodkinson, A. (2012). Inclusive education and the cultural representation of disability and disabled people within the English education system: The influence of electronic media in the primary school. Journal of Research in Special Educational Needs, 12(4), 252-262.
Jensen, M.S., Herrebrøden, M., & Andreassen, U.R. (2021). The invisible minority: why do textbook authors avoid people with disabilities in their books?. International Journal of Inclusive Education, 1-17.
Martinez, V. (2013). Cuerpos silenciados y educación inclusiva : análisis de les imágenes de libros de textro españoles de educación primaria. Revista latinoamericana de educación inclusiva, 7(2), 213-229.
Melero, M.L. (2012). La escuela inclusiva: una oportunidad para humanizarnos. Revista Interuniversitaria de formación del profesorado, 26(2) 131-160.
Mengoni, M. (2021). Riconoscere i limiti, percorrere le soglie, favorire l’inclusione. Scuola ticinese, 339, 25-30.
Ostinelli, M. (2014). Dall’integrazione scolastica alla scuola inclusiva. Scuola ticinese, 320, 5-10.
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