Restare in cammino. 2025 Edition
Abitare i Sentieri delle Medical Humanities
Ogni anno, guardando indietro ai Sentieri percorsi, sentiamo il bisogno di fermarci. Non per fare bilanci esaustivi o classifiche, ma per sostare accanto ad alcuni testi che, nel tempo, hanno continuato a interrogarci. Quest’anno abbiamo scelto di tornare su tre articoli soltanto. Non perché siano “i migliori”, né perché possano rappresentare la ricchezza e la pluralità di ciò che è stato pubblicato. Al contrario: proprio perché sono pochi, questi testi non pretendono di essere rappresentativi. Sono piuttosto luoghi di ritorno, sentieri che continuiamo a percorrere anche quando la rivista tace, quando l’urgenza del presente ci chiede di rallentare e di ascoltare. Li riproponiamo come si riprende in mano un libro già letto, sapendo che non dirà più la stessa cosa. Perché le Medical Humanities, per noi, non sono un archivio di risposte, ma una pratica di attenzione: al linguaggio, al dolore, alla cura, alla fragilità che ci attraversa.
31 Dicembre 2025 – Medical HumanitiesTempo di lettura: 4 minuti
31 Dicembre 2025
Medical Humanities,
Tempo di lettura: 4 minuti
Čechov – Tiziano Cornegliani
Tra i contributi che hanno camminato i Sentieri, la serie di articoli di Tiziano Cornegliani dedicata a Čechov (composta dai tre pezzi Čechov, Tolstoj e il racconto che li divide; Anton Čechov, “La corsia n. 6”: quando è il medico a diventare il malato; Perché amare Čhecov) merita senza dubbio un posto in questo nostro contributo. Non solo perché Cornegliani, da espertissimo della materia quale è, ci ha offerto una solida analisi del Čechov raccontista e dei suoi testi, ma anche per qualcosa di più raro e che, all’interno della nostra rivista e della Fondazione Sasso Corbaro, valorizziamo enormemente: la capacità di trasformare un discorso letterario in un invito aperto verso i nostri lettori, inclusivo e contagioso, alla letteratura. Per non pensare che le Medical Humanities siano soltanto un ambito di studio, ma per credere che siano gesti di trasmissione e di condivisione della conoscenza in tutte le sue forme, arte compresa.
Riflessioni antropologiche sul dolore – Anna Uccelli
Fra i sentieri del 2025 che vi proponiamo di tornare a percorrere c’è Riflessioni antropologiche sul dolore di Anna Uccelli, giovane storica del cinema e antropologa. Il testo affronta il tema del dolore senza semplificarlo, restituendone tutta la complessità antropologica, linguistica e relazionale. In dialogo critico con la biomedicina, l’articolo mostra come il dolore sfugga a ogni tentativo di misurazione oggettiva e chieda piuttosto ascolto, narrazione, attenzione ai contesti culturali e ai linguaggi – verbali e corporei – con cui viene vissuto e comunicato. È una riflessione che invita a sospendere le risposte immediate, a diffidare degli automatismi e a riconoscere la solitudine radicale che il dolore porta con sé, senza per questo rinunciare alla possibilità della cura. Rileggerlo oggi significa, secondo noi, tornare a interrogare uno dei nuclei più delicati dell’esperienza umana.
Restare accanto – Ilaria Perren
Il testo Restare accanto di Ilaria Perren racconta il senso della cura come restare accanto, matrice originaria del prendersi cura che anima da sempre la Fondazione Sasso Corbaro. Il suo testo racconta una dimensione dei nostri Sentieri, quella della testimonianza silenziosa oltre ogni retorica o protezione artistica. Ilaria racconta la verità che si incontra ogni giorno, non la Verità degli scienziati e degli artisti, ma quella diretta, immediata, vulnerabile di chi la abita. «Mio padre ha sempre voluto essere forte. Vederlo così fragile, vulnerabile, è straziante. Ma forse è proprio qui che sta la verità del morire: non in un gesto drammatico, ma in questa lenta sparizione fatta di piccoli riti, di gesti quotidiani, di un corpo che si ritrae con dignità e silenzio».
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